Vedere il momento della propria morte in ipnosi regressiva

Durante la pratica dell’ipnosi regressiva, uno dei momenti che più di frequente andiamo a vedere è quello della morte della nostra anima in una linea temporale diversa da quella che stiamo vivendo.

Spesso i miei clienti mi chiedono: ma è sempre necessario ricordare questo momento?
E se sì, perchè è così importante?

In questo articolo troverai le risposte a queste domande con l’obiettivo di aiutarti a eliminare un’altra grande paura attraverso la luce potente della comprensione.

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Prima di tutto, durante le sessioni è possibile andare a rivedere diversi momenti di linee temporali differenti dall’attuale perchè gli episodi significativi per l’anima sono molti nel corso della nostra esistenza.

Tante esperienze si fissano nella nostra memoria ma non tutte.
Alcune vengono dimenticate mentre altre restano vivide nella nostra mente come se fossero successe poco prima, anche se magari sono passati molti anni, e di solito questi sono momenti in cui abbiamo coinvolto il cuore e le emozioni.

A questo proposito, possiamo dire che la nostra è un’esistenza in realtà completamente emozionale cioè che si crea attraverso le emozioni: queste esistono nella nostra sfera animica, si fissano legandosi a un’esperienza materiale e generano quindi un ricordo.

Le emozioni vengono generate da un cambio di stato, spesso molto forte che da vita a una percezione diversa della realtà che ci circonda.

È facile individuare questi momenti con eventi importanti per l’esistenza dell’individuo come una nascita, un evento inaspettato che ci ha procurato gioia oppure dolore o ancora, appunto, una morte.

Hai presente il fiume Lete di memoria dantesca?
Il fiume della dimenticanza, quello che Dante nella Divina Commedia ci ricorda essere lo stesso che le anime attraversano per reincarnarsi e dopo diventano immemori.

Ecco, questa immagine in realtà è coerente con i racconti sia religiosi che letterari di tantissime e antichissime tradizioni per le quali l’anima, che ricorda tutto quello che ha vissuto nelle sue esistenze, nel momento in cui si incarna in un corpo è condannata a non ricordare le esperienze precedenti ma ad aprirsi a una nuova vita come se fosse una pagina bianca.

Nel momento della morte l’anima si libera dei limiti legati alla fisicità quindi, quando andiamo ad osservare nuovamente questo lascito del corpo attraverso il recupero del ricordo animico durante una sessione di regressione alle vite precedenti, sperimentiamo l’attimo che precede l’immersione dell’anima nel fiume Lete.

L’anima, in questa fase, può ricordare e comprendere tecnicamente gli insegnamenti che erano stati presenti nella vita che ha appena lasciato e che probabilmente sarà richiamata a riapprendere nell’incarnazione succesiva senza averne memoria.

La comprensione registrata in quel momento è estrememente ampia e in uno stato di trance ipnotica di questo tipo c’è la possibilità che la persona, nel momento in cui ritorna allo stato normale di coscienza mantenendo il ricordo della sua esperienza, la colleghi direttamente con le situazioni che sta vivendo.

Un’altro aspetto molto importante legato al vissuto della morte riporta a coscienza in maniera stabile il superamento della più grande delle paure umane, quella della fine.

Tutti questi concetti possono essere compresi soltanto attraverso l’esperienza che può essere di diversa natura, compresa quella tramite la regressione alle vite precedenti.

Siamo ben lungi dal comprendere il mistero della vita e dell’esistenza ma possiamo approcciarci ad esso attraverso una forma di comprensione molto più empatica e profonda di quella che la semplice osservazione della mente può regalarci.

La morte è un evento naturale tanto quanto la nascita.
L’ipnosi regressiva non si focalizza sul momento del lascito del corpo materiale per un gusto di osservazione ma soltanto perchè, in realtà, è un mezzo tramite cui comprendere la vastità dell’esperienza e della nostra esistenza che non conosce nè limiti nè tempo.

Ci porta a entrare in una visione della vita molto più ampia, nella quale davvero ha senso a livello di esperienza la frase “Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma“.

Quello della morte è un momento sicuramente difficile e doloroso da osservare in uno stato di mente ordinaria e da vivere con tutto il suo carico di sentimenti ed emozioni.

Se però, anche quando ci riguarda in prima persona, lo sperimentiamo da uno stato di trance ipnotica ci permette di osservare molto più chiaramente anche i tipi di legami che abbiamo creato e stabilito all’interno della nostra esistenza e quindi di riconoscere il loro ruolo e valore.

Legami ed emozioni che potremo ritrovare ancora presenti nella nostra vita attuale e che quindi può valere la pena indagare in modo più approfondito per imparare a gestirli in una maniera più funzionale e serena per noi.