Interessi, passioni e collegamenti nascosti con le vite passate

da | 3 Giu 2024 | News

Oggi ti spiego perché le nostre passioni, i nostri interessi, gli sport ma persino i cibi che ci piacciono possono raccontare molto di noi ma non solo: possono raccontare molto anche delle nostre vite passate.

Prima di tutto comincio col farti un paio di domande che potrebbero sembrarti banali:

  • ti è mai capitato di andare a visitare per la prima volta un luogo che non hai mai visto prima e che, in realtà, nel momento in cui sei arrivata lì era come se lo conoscessi da sempre, come se provassi una sorta di sentimento di ritornare a casa in qualche modo?
  • hai una passione, una fascinazione particolare per alcune civiltà, culture o persino periodi storici che magari ti differenziano un po’ dagli interessi della tua famiglia, dei tuoi fratelli, dei tuoi cugini?

Magari ha la sensazione di essere l’unica persona che nella tua famiglia si interessa di quel determinato periodo.

Spesso le nostre scelte, soprattutto quelle che ci vengono in modo spontaneo e quelle che attivano in noi delle risposte intense sia a livello di desiderio di conoscere o, al contrario, di “evitare” alcune situazioni o periodi storici potrebbero essere degli indicatori interessanti di alcune vite che hanno ancora oggi bisogno di essere osservate e comprese.

Indagare le nostre vite precedenti non è un esercizio di stile ma è soprattutto un modo per ampliare l’orizzonte delle nostre esperienze e per comprendere qual è la missione che la nostra anima vuole realizzare di incarnazione in incarnazione.

Se è vero che ereditiamo dalle nostre vite precedenti irrisolti e paure, è anche vero che ereditiamo anche comprensioni e talenti che possono risultarci molto utili anche nella nostra esistenza attuale e soprattutto che sono affini alla nostra missione d’anima quindi la nostra anima cerca nuovamente di praticarle.

Ciò che noi siamo non è mai una casualità e soprattutto è sempre la somma di risultati di esperienze precedenti che se è vero che possono essere ritrovate sia come traumi che come attitudini all’interno del nostro arco temporale di vita, possiamo trovare anche delle informazioni ancora più ampie per dare un senso maggiore a ciò che sentiamo farci vibrare in connessione con la nostra anima profonda nell’esplorazione dei significati delle esperienze di vite precedenti.

E per spiegarmi meglio, ti racconto una delle mie connessioni.

La mia fascinazione per il Giappone

Personalmente ho sempre avuto un grande fascino, apparentemente inspiegabile, per il Giappone e per due aspetti della vita e della tradizione giapponese: una è la pratica delle katane e l’altra è la pratica della scrittura dei kanji.

Nessuno dei membri della mia famiglia sia mai stato particolarmente interessato al Giappone e alla sua cultura e io stessa per molti anni ho considerato questo interesse né più né meno uno dei miei molteplici interessi a livello culturale che ho sempre avuto fin da quando ero molto giovane.

Fino a quando, durante la mia formazione come ipnologo e successivamente durante la mia continua pratica della regressione alle vite precedenti, ho proprio incontrato diverse esperienze vissute in territorio nipponico e in periodi molto molto antichi nei quali erano praticate l’arte della spada così come quella della scrittura, che erano appannaggio di pochi.

Esperienze che mi hanno messo di fronte all’apprendimento e alla difficoltà, per esempio, di trascorrere vite segnate dal sangue e dalla morte ma anche la possibilità di una vita dedicata alla contemplazione e alla scrittura, e alla bellezza di gesti potenti ed eleganti.

Ad un certo punto queste vite hanno trovato una sorta di punto di incontro in una vita in particolare che mi ha presentato la mia esistenza come quella di un soldato, di un Samurai, che ha terminato però poi la sua esistenza, per motivi contingenti, lontano dal campo di battaglia ma potendosi dedicare alla scrittura all’interno di un tempio dedicato proprio alla divinità della scrittura.

Queste sono esperienze personali quindi possono essere naturalmente considerate valide oppure no da chi le ascolta.
Certo è che avendole sperimentate, come capita a chi si permette di osservare le proprie vite precedenti, posso dirti che è qualcosa che in prima persona mi ha profondamente trasformato oltre che toccato. E ha dato un senso e un valore ancora più ampio alle mie passioni.

Ho deciso così di continuare a coltivarle in quella parte sottile ed essenziale legata proprio alla crescita spirituale.

Tolte le esigenze epocali e storiche legate sia alla pratica della spada che della scrittura, ho così potuto riportare la mia anima a vivere quelle esperienze di evoluzione e di crescita passate attraverso l’apprendimento di leggi molto più sottili che venivano applicate attraverso quel tipo di azione. Quindi oggi posso viverle e concepirle in un modo totalmente differente, e posso di nuovo arricchire anche la mia esistenza attraverso questi significati e valori.

Ma anche i gusti, addirittura quelli culinari, possono avere attinenza con le nostre vite precedenti.

Per spiegarti questo, ti racconto il caso di una mia cliente che chiameremo con un nome di fantasia Sofia ma che è un caso assolutamente reale.

La storia di Sofia e la sua propensione culinaria

Sofia era venuta da me per tutt’altre motivazioni ma ad un certo punto, nel nostro percorso di counseling, emerge la sua particolare propensione per un certo tipo di gusto speziato e forte che nella sua famiglia non è minimamente apprezzato e che quindi non era mai stato portato in tavola.

Lei ha sempre sentito, dal momento in cui l’ha scoperto attraverso la frequentazione dei ristoranti etnici, di riconoscerlo in modo particolare tanto che spesso, e i suoi amici glielo facevano notare, quando erano fuori a cena capitava che si trovasse a dire una frase del tipo “Ma non è proprio questo il sapore originario, non si fa proprio così“.

Questa apparente sicurezza non trova una motivazione e fa risultare agli occhi degli altri questa sua insistenza sul fatto che non si tratti del gusto originale come una caratteristica un po’ buffa, un po’ strana di Sofia.

Beh, durante una delle nostre esperienze di regressione, Sofia ha proprio ricordato invece una vita passata probabilmente tra l’India e il Pakistan, in una zona in cui la sua attività principale era proprio quella di cucinare piatti con queste spezie e odori particolari. Addirittura l’atto del cucinare per la Sofia di quell’epoca rappresentò anche una fortunata possibilità di sopravvivere a violenza e distruzione.

Dopo quella regressione, al di là del fatto che Sofia era finalmente felice di poter dare un perché al fatto che lei si sentisse di dire che quello che si trova oggi non è il gusto “giusto” perchè non è fatto bene come prevedeva la ricetta originaria, ha poi fatto un ulteriore passaggio.

Sofia ha infatti deciso di prendere in mano le ricette con le spezie e di trasformare questa sua particolare propensione in una attività di volontariato legata proprio alla cucina di alcune associazioni che ad esempio sono particolarmente attive nella sensibilizzazione degli episodi di violenza sulle donne.

La storia di Marco e la sua frustrazione come volontario

Ti racconto anche il caso di un altro mio cliente, che per proteggere chiameremo Marco, che arrivò da me con alcune vicende particolari ma dai quali è emersa immediatamente il suo grande bisogno di portare aiuto e una ipersensibilità alle tematiche di ingiustizia sociale.

Marco era un volontario della Croce Rossa che si faceva un particolare cruccio di non essere in grado di agire sempre tempestivamente e si sentiva frustrato dal fatto di non poter sempre riuscire a salvare le persone con le quali veniva in contatto.

Questa necessità di salvezza non è fortunatamente più così indispensabile nei casi di intervento attuale per quello che riguardava la sua storia ai giorni nostri, però Marco si sentiva sempre come se, ogni volta che prestava questo servizio che desiderava profondamente fare, si trovasse in una sorta di stato di emergenza dal quale usciva frustrato e stanco nonostante non riuscisse a fare a meno di continuare l’attività di volontariato.

Una cosa bellissima ma che purtroppo non stava arricchendo la sua vita, così come invece sentiva che avrebbe potuto fare.

Durante una regressione, partendo proprio da questa tematica, siamo arrivati a vedere una vita di Marco trascorsa durante uno dei periodi di pestilenza che ha attraversato l’Europa.

In quella vita Marco era uno dei medici della peste per cui era grande il suo desiderio di portare resistenza alle persone che stavano morendo di questa malattia terribile e devastante per la quale non esistevano cure. Lui stesso morì durante la pestilenza senza poter portare a termine quella che sentiva essere la sua missione ed è da qui che nasce il senso di frustrazione e inadeguatezza che ancora oggi Marco si portava nella sua esistenza e che si rifletteva anche in altri ambiti della sua vita attuale.

Da quella regressione le cose sono diventate per Marco molto più facili: ha continuato a fare il volontario riuscendo a portare un altro valore nella sua azione che fosse quello non di riuscire ad arrivare per forza sempre e dovunque ma nel cercare di dare sempre più presenza e sostegno nel momento in cui gli era possibile farlo.

Il passato al servizio del presente 

Quindi le nostre vite precedenti continuano ancora ad oggi ad insegnarci anche moltissimo sul perché dei nostri valori e sulla nostra scala di valori attuale, e lo fanno parlando proprio attraverso attitudini desideri e bisogni che ancora dimostriamo di avere.

Le nostre preferenze, attitudini, abitudini ancora attuali potrebbero essere degli echi importantissimi che la nostra anima continua a mantenere vivi, perché ancora oggi è importante per la sua missione in questa incarnazione, di esperienze e anche di sapienze acquisite nelle sue esperienze di vite precedenti.

Ciò che scaturisce dalla nostra anima è sempre e deve sempre essere la bussola che ci guida anche nella nostra esistenza attuale proprio perché è quella più vicina al motivo per cui ancora oggi abbiamo scelto di fare una nuova esperienza di vita terrena.

Se ci sono passioni, propensioni, abitudini, gusti che vorresti indagare un po’ di più per cercarne il senso profondo soprattutto se le senti vicine alla vibrazione più pura del tuo cuore, allora potresti considerare di sottoporti ad alcune sessioni di regressione alle vite precedenti.

Per sapere se io sono la professionista giusta per accompagnarti in questo viaggio, ti ricordo il comodo sistema di prenotazione della call conoscitiva di 20 minuti totalmenta gratuita nella quale puoi pormi tutte le domande che ti vengono in mente e cercare di capire se l’esplorazione delle vite precedenti può essere la tecnica che fa per te in questo momento.