La figura dell’ipnologo di regressione

da | 10 Giu 2024 | News

In questo articolo voglio parlarti di che cosa prova un ipnologo durante una sessione di ipnosi regressiva.

Nell’approcciare una sessione di regressione alle vite precedenti, soprattutto quando è individuale, la figura dell’ipnologo è fondamentale perché:

  • è la persona che ti accompagna in quello stato di rilassamento profondo che ti permette di entrare nello stato di trance nel quale puoi ricevere le tue immagini profonde
  • è la voce guida che continuerà ad accompagnarti nell’approfondimento di queste immagini
  • è la persona che ti aiuterà a tornare nel tuo stato di coscienza ordinaria
  • è anche la voce che ti permetterà di gestire eventuali emozioni e sensazioni che andrai a sperimentare durante il lavoro con lo stato di trance

Il processo di esplorazione delle immagini che profondamente arrivano dall inconscio è qualcosa che viene gestito parzialmente dall’ipnologo, che è formato appositamente per farlo attraverso una serie di tecniche e conoscenze. Però c’è una cosa che io dico sempre ai miei clienti: che l’ipnosi la facciamo in due.

Questo esattamente cosa significa? Significa che quando lavoriamo con questi stati di mente ampliata anche colui o colei che guida questo tipo di esplorazione possiede e dà un’energia sua particolare che può entrare in risonanza con quella del cliente.

Questa risonanza, sebbene debba essere gestita soprattutto a livello di emozioni, è però anche uno dei fattori fondamentali che ho riconosciuto nella mia pratica personale come un “ingrediente” che ci permette di andare sempre più in profondità e in maniera più incisiva esattamente nelle immagini e nelle situazioni che servono alla persona che le sta osservando.

Il fenomeno della risonanza, che per un certo punto di vista è assimilabile a quello dell’empatia cioè la capacità di provare e sentire le emozioni dell’altro, implica un coinvolgimento energetico comunque molto forte e da un certo punto di vista totalizzante.

Nella pratica dell’ipnosi regressiva è estremamente importante che si crei un ponte di fiducia tra la persona che sta realizzando il proprio viaggio e il suo conduttore. Una buona ipnosi, un buon ingresso nello stato di trance avviene solo esclusivamente quando la mente più profonda si sente al sicuro e percepisce anche dalla presenza della persona che sta conducendo in quel momento la disponibilità ad affidarsi al processo energetico.

La nostra mente profonda, la nostra intelligenza più ancestrale non risponde ad un processo razionale fatto di titoli accademici o di rassicurazioni verbali bensì risponde sempre comunque ad un processo di tipo energetico.

Se è vero che la conoscenza del mestiere e la tecnica possono essere sufficienti per indurre lo stato di trance, non sono sempre sufficienti per permettere che l’esperienza ipnotica sia più profonda possibile.

Essere disponibili ad affidarsi al processo energetico implica anche la disponibilità ad accogliere tutte le sensazioni e le emozioni che arrivano dalla persona stato di trance e dalla nostra profonda interiorità. Per questo che l’ipnologo non è, o non dovrebbe essere, mai distaccato dal soggetto che sta aiutando a compiere questo viaggio e però è una empatia che conosce e sa gestire.

L’ipnologo come professionista è e rimane sempre comunque una persona che deve essere in grado di esercitare quello che è l’amorevole distacco ossia rimanere coinvolto dalle emozioni che ci sono e che possono arrivare anche dalla sua esperienza personale ma riuscire a mantenere una lucidità tale che permetta di essere una guida sicura e affidabile durante i vari step delle situazioni che si presentano alla persona in stato di ipnosi.

Come persone siamo tutti diversi e reagiamo tutti in maniera diversa sia alla presenza di determinate emozioni che stimoli: per esempio, il racconto che emerge in uno stato di ipnosi può avere una risonanza maggiore per un ipnologo piuttosto che per un altro, ma la cosa importante è che la nostra presenza energetica sia sempre presente che venga percepita costantemente dalla persona che si è affidata a noi.

Questo per me è estremamente importante: durante la pratica e la conduzione delle sessioni di ipnosi regressiva io sento le emozioni dell’altra persona e queste emozioni, per poter essere gestite e lasciate scorrere, devono passare anche attraverso di me.

Quindi qualche volta mi capita di piangere, molto spesso mi capita di ricevere le immagini non soltanto le sensazioni che la persona sta vivendo in quel momento nel suo stato di trance e che magari qualche istante dopo mi riporta anche verbalmente oppure me le riporta nel momento in cui torniamo in uno stato di coscienza ordinaria e andiamo a tirare le somme del nostro lavoro.

Capita anche che le persone in stato di trance mi dicano che percepiscono la mia presenza energetica in maniera molto chiara e diretta e questa presenza energetica, non perché si tratta di me ma perchè si tratta dell’ipnolo in quel momento, è uno degli elementi che raccontano di aver utilizzato per superare magari un momento di stallo o un attimo di paura o di emozione troppo forte.

Per tutti questi fattori, e anche per molti altri ma soprattutto per il fatto che vi è sempre un coinvolgimento forte ed intenso durante queste sessioni di lavoro, ritengo che l’ipnosi regressiva sia tutte le volte una meravigliosa fonte di insegnamento che non cessa mai di stupirmi, nonostante siano più di vent’anni che pratichi questo tipo di disciplina su tante persone diverse.

Certamente ciò che viene dato nell’accompagnare le persone all’interno dei loro processi profondi viene anche sicuramente restituito in qualche modo.

Questa comunione energetica, questa sensazione di presenza è forse proprio ciò che spiega anche quei fenomeni – raccontati dallo stesso Brian Weiss – di persone che durante lo stato di trance hanno dato delle comunicazioni relative a vicende personali dell’ipnologo stesso oppure che hanno riportato messaggi importanti con una valenza che va oltre le esperienze della persona che la sta conducendo, o meglio che la sta sperimentando, in quel momento.

Quando decidiamo di fare l’esperienza dell’ipnosi regressiva alle vite precedenti sicuramente, se scegliamo di essere accompagnati in questa esperienza da un ipnologo professionista, è sempre bene non soltanto valutare l’esperienza dell’ipnologo cui ci rivolgiamo ma anche alle nostre sensazioni profonde.

Ricordiamoci sempre che la nostra anima sceglie e si orienta seguendo un percorso energetico che conosce benissimo e ci porterà sicuramente, se ascoltiamo la nostra voce più profonda, nell’esperienza migliore da condurre con la persona giusta al momento giusto.

Sicuramente non c’è miglior maestro che la nostra esperienza e soprattutto non c’è miglior guida che il nostro cuore.