Come distinguere una vera ipnosi regressiva da una fantasia

da | 17 Giu 2024 | News

Quando parliamo di ipnosi regressiva mi viene spesso fatta una domanda molto specifica: come faccio a distinguere se le immagini che vedo durante una sessione di ipnosi regressiva sono veramente dei ricordi oppure soltanto delle fantasie?

Si tratta di una domanda estremamente pertinente e importante quindi vediamo subito la risposta.

Possiamo dire che ci sono diversi indicatori che ci permettono di distinguere le immagini create dalla nostra fantasia, cioè la nostra capacità razionale di sintetizzare ricordi, mettere insieme in una sequenza logica una serie di immagini e organizzarle in quello che potremmo definire un racconto coerente.

Prima di tutto, le immagini che arrivano alla nostra mente parlano sempre di qualcosa che per noi come soggetti psichici è importante quindi anche quelle che possiamo categorizzare come delle fantasie restano sempre elementi narrativi estremamente importanti dello stato emotivo ed emozionale del soggetto.

Dobbiamo sempre tenere conto del fatto che dove noi portiamo l’attenzione stiamo muovendo un’energia e questa energia è sempre un segnale di una nostra elaborazione di quello che per noi, in quel momento della realtà, costituisce un focus importante.
Queste elaborazioni molto spesso vengono riportate all’interno dello stato ipnagogico ma più spesso non sono il centro della esperienza di ipnotica.

Accade sovente che nelle immagini emergano invece ricordi che sembrano non essere collegati a questi primi stati di immaginazione o di lavorazione del proprio vissuto personale ma agganciati ad altre tematiche.

La distanza tra nostro elaborato razionale ed emozionale in stato cosciente di una determinata tematica che si discosta da quello che poi emerge durante lo stato ipnagogico potrebbe essere, alla larga, letto come un indicatore di autenticità dell’esperienza ipnotica.

Quello che però maggiormente caratterizza la realtà o la veridicità dell’esperienza ipnotica è il vissuto. E a questo proposito ti chiedo di fare un po’ di attenzione a quello che stai per leggere.

Quando ricordi una situazione, come la ricordi? In che modo ricordi quell’esperienza che hai sperimentato?

Quando noi viviamo un’esperienza la viviamo a 360 gradi, possiamo dire che la viviamo a tutto tondo.

Infatti in ogni esperienza esiste la nostra esperienza emotiva che sicuramente è quella più importante (cioè le sensazioni che stiamo provando, i sentimenti che emergono mentre i fatti si svolgono) ed esistono anche una serie di altri input che noi ignoriamo razionalmente ma che il nostro corpo registra in maniera puntuale.

Questi sono input sensoriali legati, per esempio, alla presenza di una certa luminosità nell’ambiente in cui ci stiamo muovendo, la presenza o meno dei suoni oppure la presenza olfattiva, che è uno dei ricordi che più si imprime a livello primario. Tutti questi elementi contribuiscono insieme alle nostre emozioni a costruire quello che è un ricordo.

Quando noi ci apprestiamo a riportare a coscienza cioè a narrare un ricordo, recuperiamo solo alcuni di questi elementi e di solito tendiamo a concentrarci su quelli più legati a livello emotivo.

Durante una sessione di ipnosi regressiva invece tutti questi elementi tornano ad essere contemporaneamente disponibili: non tutti verranno enfatizzati nel medesimo modo e quindi non tutti verranno narrati probabilmente all’ipnologo nel medesimo modo ma sicuramente tu riuscirai a fare un’esperienza completa e sensoriale di quello che stai ricordando delle immagini che stai vivendo.

Quindi possiamo dire che un indicatore fondamentale dell’autenticità di un ricordo di una vita precedente è il fatto di ricordare non soltanto le immagini o alcuni aspetti del contesto nel quale sta avvenendo il ricordo che stai narrando ma anche una risposta fisiologica intensa alle sensazioni che quei ricordi ti stanno dando.

L’autenticità di un ricordo recuperato in una sessione di ipnosi regressiva è data dalla completezza dell’esperienza che si fa, un’esperienza che non è soltanto visiva e narrativa ma anche sensoriale.

Potrebbe anche accadere che ci siano soltanto dei momenti abbastanza brevi durante la tua esperienza e ipnoica in cui tutte queste sensazioni emergono ma questo non significa che l’esperienza interamente non sia autentica.

Anzi, molto probabilmente la sola presenza in un istante della contemporaneità di queste sensazioni ti sta già dando l’indicazione che ciò che è emerso è un ricordo che possiamo definire autentico.

Ti invito a cercare di non definire mai con i parametri razionali un’esperienza dello stato ipnoico, però se proprio vuoi in qualche modo razionalizzarla ti invito a tenere presente questi tre aspetti: sensi, emozioni e vividezza delle sensazioni.

In questo articolo voglio anche darti l’occasione di provare a iniziare a sperimentare la differenza tra ricordo e stato di ipnosi.

Sicuramente non aspettarti che verrai condotto in una sessione completa di ipnosi regressiva però possiamo concentrarci qualche minuto per vedere qual è la differenza tra le sensazioni che emergono dal semplice ricordo e quella che invece potrebbe essere una immersione più completa nello stesso ricordo attraverso uno stato ipnoico.

Per poter godere al meglio dell’esperienza che ti sto proponendo, ti invito a:

  • trovare una posizione per te comoda
  • assicurarti di non essere disturbato per una decina di minuti circa
  • prendere un foglio di carta e una penna e tenerle a disposizione

Ora che siamo pronti per cominciare, vai al minuto 9:15 del video qui sotto. Buon rilassamento!